L’anno 2024 ha prodotto meno rotture spettacolari che spostamenti strutturali. Sul fronte hardware, gli schermi trasparenti e i chip dedicati all’IA integrata hanno lasciato lo stadio del prototipo. Sul fronte normativo, l’Unione Europea ha stabilito quadri giuridici che ridefiniscono ciò che i produttori e gli editori possono commercializzare. Questo doppio movimento, tecnico e normativo, delinea il panorama in cui le tendenze tech del 2024 prendono il loro reale significato.
AI Act e Cyber Resilience Act: il quadro normativo che condiziona l’innovazione nel 2024
L’Unione Europea ha pubblicato due testi principali nel 2024, e i loro effetti si fanno già sentire su tutto il settore tecnologico.
Il regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il 12 luglio 2024. La sua applicazione è progressiva: i divieti e l’obbligo di cultura generale in IA si applicano da febbraio 2025, le obbligazioni riguardanti i modelli di IA a uso generale da agosto 2025. Qualsiasi azienda che sviluppa o implementa un sistema di IA classificato come “ad alto rischio” deve ora documentare i propri set di dati, i propri bias potenziali e i propri meccanismi di supervisione umana.
Il testo non è più un quadro teorico, ma uno strumento di applicazione concreta di cui puoi seguire l’evoluzione attraverso gli articoli tech di Sarkostique, che coprono regolarmente questi temi normativi.
Il secondo testo, il Cyber Resilience Act (regolamento (UE) 2024/2847, adottato il 23 ottobre 2024), impone requisiti orizzontali di cybersicurezza a tutti i prodotti che contengono elementi digitali. Oggetti connessi, software di consumo, attrezzature industriali: i produttori dovranno integrare la sicurezza fin dalla progettazione, pena l’impossibilità di commercializzare i propri prodotti nell’UE.

Intelligenza artificiale generativa: oltre il clamore, i limiti tecnici
L’IA generativa ha dominato la conversazione tech nel 2024. I modelli di linguaggio si sono moltiplicati, le integrazioni negli strumenti professionali anche. I dati disponibili non consentono ancora di concludere sul ritorno reale sugli investimenti per la maggior parte delle aziende che li implementano.
I progressi nei modelli di linguaggio hanno consentito usi concreti: semplificazione delle interazioni tra servizi clienti e clientela, generazione di contenuti marketing, assistenza al codice.
Tuttavia, persistono diversi limiti:
- La affidabilità delle risposte rimane un problema irrisolto. Le allucinazioni (informazioni false presentate con sicurezza) colpiscono tutti i modelli sul mercato, compresi i più recenti
- Il costo energetico dell’addestramento e dell’inferenza dei grandi modelli solleva una questione di sostenibilità che pochi rapporti di tendenze affrontano francamente
- L’AI Act classifica alcuni usi dell’IA generativa nella categoria dei sistemi a obblighi rinforzati, il che impose ai fornitori di modelli a uso generale obblighi di trasparenza sui dati di addestramento
Il clamore attorno all’IA generativa ha anche oscurato altri rami dell’intelligenza artificiale, in particolare il machine learning applicato alla salute (MedTech) e alla manutenzione predittiva industriale, che progrediscono con risultati misurabili.
Crittografia post-quantistica: la migrazione silenziosa del 2024
In agosto 2024, il NIST ha pubblicato i suoi primi standard di crittografia post-quantistica: FIPS 203, FIPS 204 e FIPS 205. Questi standard avranno conseguenze durature su tutte le infrastrutture digitali.
Questi standard mirano a preparare la migrazione verso algoritmi resistenti ai futuri computer quantistici. La minaccia non è immediata (nessun computer quantistico attuale può rompere i cifrari in uso), ma i dati crittografati oggi potrebbero essere decrittografati domani se vengono intercettati e memorizzati in attesa della potenza di calcolo necessaria.
Questa strategia chiamata “harvest now, decrypt later” giustifica l’inizio della transizione ora. Le aziende che gestiscono dati sensibili (salute, finanza, difesa) sono le prime interessate. La standardizzazione del NIST trasforma un tema di ricerca in un obbligo tecnico per gli editori di soluzioni di crittografia.

Hardware e oggetti connessi: gli annunci concreti del CES 2024
Il CES 2024 ha messo in evidenza diverse categorie di prodotti che illustrano le direzioni intraprese dall’industria hardware.
Gli schermi trasparenti hanno raggiunto un livello di maturità. Samsung, LG e altri produttori hanno presentato pannelli utilizzabili in contesti reali (vetrine di negozi, separazioni nell’abitazione) e non più solo come dimostratori tecnologici.
L’IA integrata nei veicoli ha fatto oggetto di numerosi annunci. La tendenza non è più verso il veicolo autonomo di livello 5 (guida completamente senza umano), ma verso assistenze mirate: monitoraggio dell’attenzione del conducente, pianificazione di itinerari che integrano le condizioni di traffico in tempo reale, interazione vocale avanzata.
Per quanto riguarda la robotica domestica, gli aspirapolvere robot integrano ora sistemi di navigazione per visione e capacità di mappatura che erano di alta gamma due anni fa. I feedback sul campo divergono sulla affidabilità di questi sistemi in ambienti complessi (mobili bassi, cavi a terra, animali domestici).
Cosa rivelano questi annunci
Il filo conduttore del CES 2024 non è una tecnologia unica, ma l’integrazione dell’IA in categorie di prodotti già esistenti. L’innovazione del 2024 è meno nella rottura che nell’integrazione: rendere oggetti esistenti più autonomi, più adattivi, più contestuali.
Le tendenze tech del 2024 si leggono meglio attraverso i vincoli che le incorniciano piuttosto che attraverso le promesse che le accompagnano. L’AI Act e il Cyber Resilience Act ridefiniscono ciò che è commercializzabile. La crittografia post-quantistica impone una migrazione tecnica da anticipare su più anni. L’hardware evolve per integrazione piuttosto che per rottura. Leggere questi segnali insieme offre un’immagine più fedele di ciò che il 2024 ha realmente cambiato.



